Vendemmia —
Quattordici giorni, e poi basta
La 2025 è stata la vendemmia più corta da quando teniamo il registro. Non è una buona notizia, ma non è nemmeno quella cattiva che sembra.
Abbiamo cominciato il 22 settembre a Punta Alice e chiuso il 5 ottobre al Sèrrone. Quattordici giorni. L’anno scorso ce ne erano voluti ventitré, nel 2019 addirittura trentuno.
La ragione è l’agosto: trentotto giorni sopra i 35 °C e sedici millimetri di pioggia in tutto. Le uve hanno smesso di accumulare zucchero e hanno cominciato a perdere acidità tutte insieme, parcella dopo parcella, senza aspettare nessuno. Quando succede questo non puoi scaglionare: o raccogli, o perdi la freschezza.
Abbiamo fatto tre turni di notte con i fari sul trattore, cosa che non facevamo dal 2017. L’uva entrava in cantina a 16 °C invece che a 28, ed è il motivo per cui il rosato di quest’anno, nonostante l’annata, ha la tensione che ha.
Il dato che ci portiamo dietro: 37.600 bottiglie contro le 41.200 dell’anno scorso, meno 9%. Della Riserva, per la terza annata su sette, non se ne farà.
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