Vigna —
Perché potiamo tardi, e ci costa
Da sei anni spostiamo la potatura del Sèrrone a fine gennaio. Ogni anno qualcuno ci chiede se è saggio. La risposta breve è no.
La potatura tardiva ritarda il germogliamento di otto-dieci giorni. In un posto dove la gelata di ritorno arriva fino ai primi di aprile, quei dieci giorni sono l’unica assicurazione che possiamo permetterci.
Il prezzo lo paghiamo in mano d’opera: a gennaio i tralci sono induriti, il taglio è più lento e la squadra fa metà filare in più di tempo rispetto a dicembre. Su tre ettari e mezzo di alberello sono circa quaranta ore in più.
Sul Sèrrone le accettiamo perché sono viti del 1961 e una gelata sul germoglio non ci costerebbe un’annata: ci costerebbe una pianta. Sulle parcelle giovani, dove il rimpiazzo è un’operazione da un pomeriggio, potiamo a dicembre come tutti.
Il metodo è quello di sempre, Guyot su tutto tranne il Sèrrone e il Trìvio. Nessuna sperimentazione, nessuna macchina: forbice, sega a mano e una persona che decide gemma per gemma.
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